IL LAGODEI CIGNI

Lo spettacolo nasce da un’idea che da molti anni il coreografo Luigi Martelletta inseguiva e desiderava mettere in scena, la sua lunga ed intensa carriera come primo ballerino al Teatro dell’Opera di Roma ed in tanti altri Teatri Italiani ed Europei gli ha permesso di studiare a fondo, di esaminare e di danzare molte volte questo spettacolare balletto. La coreografia originale del repertorio classico infatti non ha mai sottolineato alcuni aspetti del libretto, che però in questa versione vorremmo esaminare e sviscerare; la drammaturgia classica dell’azione coreografica teatrale del balletto infatti è abbandonata a favore di una forma di riappropriazione della realtà e dell’esperienza comune basata sui particolari e sulle singole situazioni riunite tra loro in collage ampi e sfaccettati, secondo una metodologia di lavoro di ricerca e di graduale progresso. Fortemente legato alla tradizione accademica, Luigi Martelletta proporrà un lavoro stilisticamente più snello, più vivace, alleggerendo tutti i manierismi e le pantomime che fanno parte del repertorio classico, ma che ormai risultano inutili, pesanti e noiose. Non mancheranno però tutte quelle danze e quell’itinerario danzato che molti conoscono e si aspettano: i cigni, la danza spagnola, la danza russa, il valzer, i passi a due, e molto molto altro ….
Questo balletto insomma è autenticamente una creatura di oggi, del presente, con tutto quello che ciò comporta. La sua particolarità la sua eccezionalità consiste proprio in questa sua capacità, estrema e radicale, di proporre vivo e attualissimo, pur dimorando in un suo pianeta espressivo che sa di antico, di già visto, di già vissuto, espressionista nel senso più universalistico e antistorico della definizione: in quanto rappresentazione della realtà-realtà esasperata e sconvolta, ma del tutto riconoscibile in una dimensione non semplicemente realista, ma, tutt’altro profondamente vera. L’ideale neoclassico di una bellezza assoluta, regolata da un ordine imperturbabile, è l’obiettivo totalizzante della creazione.

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VENTO DEL SUD

Il balletto, attraverso canzoni, tarantelle, pizziche, serenate e musiche tipiche dell’Italia meridionale, offre un percorso che abbraccia idealmente le nostre regioni del sud: Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna….
Oltre ad alcuni brani tra i più popolari della tradizione italiana: Malafemmina, O sole mio, Caruso, Tu voi fa l’Americano, ecc. le coreografie propongono un itinerario danzato che si prefigge di dar voce all’estro immaginativo di tutte le popolazioni del mezzogiorno, cercando di coglierne le caratteristiche salienti come la capacità di vivere a tutto campo le emozioni, da quelle più dolorose, a quelle più spensierate. E’ il fascino e la ricchezza del Sud con le sue atmosfere uniche e solari , ma allo stesso tempo con le sue grandi contraddizioni, messe in evidenza dalla splendida voce dal vivi di Miriam Scarcello, da 5 musicisti (chitarra, mandolino, fisarmonica, contrabbasso e tamborra) e dagli 8 danzatori della Compania Nazionale di Raffaele Paganini e Luigi Martelletta. Costumi di Renato Balestra.